Terapia chirurgica ed invasiva della cefalea primaria e dei dolori facciali  


A. Gantenbein, M. Sturzenegger, E. Taub / Febbraio 2013

Non è attualmente disponibile alcun intervento chirurgico la cui efficacia sia dimostrata scientificamente nel trattamento dell’emicrania e della cefalea di tipo tensivo. In particolare, gli interventi chirurgici all’area del naso e dei seni paranasali (interventi endonasali), al viso (escissione dei muscoli della fronte e altri muscoli della testa, estrazione di denti), la chiusura endovascolare o chirurgica del forame ovale pervio e gli interventi laser all’occhio sono ancora, nella migliore delle ipotesi, in fase sperimentale e costellati da rischi e complicanze. In conformità alle direttive di altre società internazionali per il trattamento delle cefalee, anche noi generalmente sconsigliamo di ricorrere a queste misure.


Fa eccezione il caso della cefalea a grappolo cronica e refrattaria alla terapia, per la quale l’ipotesi di un trattamento chirurgico puo‘ essere considerata. L’indicazione deve essere in ogni caso valutata mediante un approccio interdisciplinare presso un centro (universitario) specializzato.  Attualmente sono in fase di valutazione diverse tecniche di neurostimolazione (stimolazione del nervo occipitale, stimolazione cerebrale profonda o stimolazione del ganglio sfenopalatino). 


Un intervento neurochirurgico è anche indicato in presenza di nevralgia trigeminale idiopatica e di altre nevralgie dei nervi cranici, in caso di farmaco-resistenza o di effetti collaterali inaccettabili secondari alle terapie faramcologiche. Le tecniche attualmente disponibili che abbiano una efficacia comprovata sono rappresentate dall’intervento "a cielo aperto" al nervo trigemino in corrispondenza del foro d’uscita della radice cranica (noto come decompressione microvascolare di Jannetta), da diversi interventi con ago in anestesia locale (termocoagulazione o iniezione di glicerina) e dall’irradiazione concentrata sulla zona d’uscita del nervo (radiochirurgia). L’intervento piu‘ idoneo deve essere discusso per ogni singolo paziente con il neurochirurgo incaricato.


Infine:

  • Le iniezioni di tossina botulinica agiscono positivamente in caso di emicrania cronica con o senza abuso di farmaci.
  • Nel trattamento dell’emicrania, l’agopuntura evidenzia un’efficacia simile a quella dei farmaci standard o della "pseudo-agopuntura".
  • Tutte le altre misure d’intervento, incluse quelle derivanti dalla medicina alternativa, hanno nel migliore dei casi un effetto placebo.